Biografia

La curiosità per l'Arte da parte di Monica Marangon nasce in età verde, intorno ai 12 anni, guardando e ammirando i murales della città. Nasce quindi dalla Street Art, ma si trasforma presto in uno stile davvero personale. Dipinge su supporti di legno attraverso l'uso di acrilici e spray. Il colore ha spesso peso, spessore, quantità ed è sempre accompagnato da un concetto portante.Frequenta l' Istituto d'Arte diplomandosi ed in seguito aderisce a numerosi corsi di pittura che la indirizzeranno ad affinare sempre di più la Sua tecnica.

Monica Marangon ha trovato nella pittura una vera e propria espressione che le permette di animare ogni suo pensiero conscio ed inconscio, non trascura però nella sua ricerca artistica in continua evoluzione anche l'arte di dare forma ad un oggetto, la scultura, usando materiali grezzi come il legno, il marmo e l'argilla.

Nel viaggio visivo e spirituale proposto in quest'ultimo ciclo di quadri, riflesso di un magico mondo interiore complesso di cromatismi ma unico nella sintesi, Monica esprime archetipi legati al mondo primordiale di luoghi immacolati dove l'essenza della natura ne è la protagonista. Tutte le immagini sono suggerite dalla sua mente e concorrono in una composizione che è a volte informale. Nell'immagine vi è infatti il concetto di essa stessa slegata dalla realtà visiva del mondo. La realtà prende forma in una nuova realtà che diventa un viaggio astrale. E' come se Monica si lasciasse trasportare dalla sua intuizione per ritrovare la Sua essenza nella natura stessa. Amo chiamare i quadri Monica immagine-codice perchè ognuno cela un segreto tutto l'amore che ha dentro facendolo diventare un vero e proprio patrimonio per chi osserva.

I quandri di Monica mi ricordano molto gli Haiku giapposesi, il fiore della poesia giapponese dal diciasettesimo secolo, brevi componimenti di tre versi, poesie molto semplici che eliminano i fronzoli lessicali e le congiunzioni, essi traggono la loro forza dalla suggestioni della natura e per l'estrema brevità richiudono una grande sintesi di pensiero e di immagine.

La mancanza di nessi tra i versi lascia infatti spazio ad un vuoto ricco di suggestione come se fosse una traccia che sta al lettore completare.

E' un'eterna simulanea storia quella che l'artista ci propone in una prospettiva che è quella del sogno dove il tempo si rifiuta di essere tale, dove lo spazio incendia i limiti di se stesso. Un luogo in cui si cerca Dio, un angolo dove è possibile ritrovarsi dal tormento che il mondo ci infligge. Ma non è una fuga, è una ricerca dove ogni passo è mosso nella direzione del vero, sospinto dalla voglia di divino che può essere anche un silenzio udibile dalla vette delle montagne, dalle priramidi dell'Egitto, dalle cascate d'acqua, dall'anima di tre saggi alberi, da un tramonto, da due figure che chiacchierano senza parole tra due mondi, questo dovrebbe farci riflettere perchè in un solo attimo di pace vi è lo stesso silenzio che possiamo ascoltare dentro ad ogniuno di noi ... e chissà quante cose ha da dirci. Proprio per questo voglio ringraziare insieme a Voi Monica che merita un grande riconoscimento sia per quello che ci fa vedere oggi, sia per tutto quello che speriamo ci riserverà domani!


Il curriculum di Monica Marangon